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Psicologia individuale e psicoanalisi - Adler Alfred

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PSICOLOGIA INDIVIDIALE E PSICOANALISI

da Alfred Adler “Individual Psychology & Psychoanalysis

in “The General System of Individual Psychology

Edited by H.T. Stein 2006, Vol. 12, Chapter VIII pp. 105-118

In questo capitolo Adler fa un confronto tra Psicologia Individuale e Psicoanalisi. In primo luogo afferma che spesso non si prende atto dell’esistenza di una grande differenza tra queste due teorie che egli definisce “scienze”. Egli afferma che la psicoanalisi corrisponde alla teoria freudiana e che la psicologia individuale non è collegata alla psicoanalisi mentre spesso viene assimilata ad essa. Aggiunge che anche se vi possono essere alcuni dettagli su cui concordano le differenze sono notevoli.

La psicoanalisi si è fondata inizialmente sulla teoria sessuale radicata e in un secondo tempo è diventata una psicologia pulsionale in cui si afferma che tutto trae origine dalle pulsioni. Adler non condivide questo inquadramento perché, egli scrive “una pulsione è senza scopo e non ha direzione. Pertanto, non sappiamo cosa faccia effettivamente un’unità“. Mentre la psicoanalisi afferma che la pulsione è un ego, dotato di buon senso, intelligenza e potere creativo, secondo la psicologia individuale l’ego è l’origine comprende tutto: coscienza, incoscienza, pulsioni, sentimenti, pensieri. Invece secondo la psicoanalisi la personalità consta solo di pulsioni che vogliono essere appagate. Questo bisogno di appagamento dei desideri è proprio, secondo Adler, dei bambini viziati.

Dato in contrasto anche con il concetto proprio della psicologia individuale che ogni individuo ha un certo grado di interesse sociale senza il quale tutti gli esseri viventi non potrebbero esistere.

Non condivide l’idea che il legame della madre per il suo bambino sia ridotto a uno sfogo per pulsioni sadiche per cui la madre per reprimere la tendenza a uccidere il bambino lo bacia e lo abbraccia. E questo, aggiunge, si vede anche nel comportamento degli animali verso i loro piccoli che proteggono e difendono sempre.

Secondo Adler il super-io di Freud è identico all’interesse sociale, ma la pulsione sadica non trova una spiegazione. Secondo Freud il Super-Io discende da moniti e minacce dei genitori. Questa teorizzazione rende problematico spiegare la concezione freudiana di conscio e inconscio. Per contro, la psicologia individuale non condivide la separazione tra conscio e inconscio. Freud insiste a dire che l’inconscio esiste anche nell’Io che si costruisce a causa del controllo inibitorio dell’inconscio.

Secondo la psicologia individuale occorre prendere in esame la mancanza di comprensione del concetto di unità della personalità.

E secondo Adler le pulsioni sessuali e quelle sadiche sono la conseguenza di un’educazione sbagliata. Il complesso di Edipo è la sproporzione del comportamento di un bambino viziato.

Più avanti si legge che su alcuni punti la psicoanalisi e la psicologia individuale sono in accordo. Il concetto di protesta virile ha delle assonanze con il complesso di castrazione di Freud.

Un altro punto è l’interpretazione dei sogni. Freud non insiste come in passato a sostenere che i sogni sono realizzazioni di desideri o desideri sessuali infantili. Anche se Freud afferma che i sogni sono caratterizzati da desideri di morte, che ogni persona desidera morire. Ma, scrive Adler, sono i bambini viziati che hanno questo desiderio non sentendosi appagati nella vita.

E conclude l’argomento affermando che tutti i punti di vista della psicologia individuale sono stati accettati dalla psicoanalisi che li ha fatti propri.

In merito al fatto che la Psicologia Individuale non è Psicoanalisi Adler, nel Corso tenuto all’Urban Hospital Lettura 7 (“Arztekursus im Urbankrankenhaus”, III, Vortag Manuscript from the Library of Congress), ad un paziente che in merito al trattamento che gli proponeva per curare i suoi disturbi gli chiedeva: “Lei vuol dire psicoanalisi?” rispondeva “No, non psicoanalisi. Voglio dire un tipo di psicoterapia che l’aiuterà a superare il suo nervosismo e ad eliminare la sua tendenza a rimuginare, così come la sua malattia immaginaria”. (Alfred Adler, “Lectures to physycians & medical students”).